Simboli teriomorfi

Alla maniera degli uccelli del cielo vado a raccogliere un seme lasciato al margine, sul bordo della via, e alla maniera della donna antica lo macino come il grano per carpirne il tesoro.

Gli uccelli mangiano i semi sparsi lungo la strada dal seminatore: è scritto nel Vangelo di questa domenica (Mt 13, 1-9).
Provando ad accedere al senso di quanto viene detto, si può anche pensare un motivo per cui Francesco d’Assisi sentisse il bisogno di predicare rivolto agli uccelli: la Parola non sarebbe mai seminata invano, anche se alcuni esseri umani non la notassero e non se ne cibassero.

Sono belli questi uccelli del cielo, ingordi di “parola seminata”: somigliano molto a quegli altri, dei quali scrive C. G. Jung, commentando Opera di Ripley e sembra facciano “parte di tutti quegli ‘animali sopra e sotto la terra’ che indicano la via verso il regno dei cieli.”
Le ricerche di psicologia analitica suggeriscono che la locuzione “uccelli del cielo” o semplicemente “uccelli”, nell’immaginario umano, può sussumere anche il senso di tendenze spirituali o può indicare quei pensieri “volatili” di tipo rapido e intuitivo, che talvolta sorgono nel campo della coscienza; il linguaggio, d’altra parte, con la sua infinita potenza espressiva, consente di fermare questi volatilia, contribuendo a formare la memoria stabile del senso.
Il senso espresso, forse, perde la naturalezza del suo oggetto e la propria poesia, eppure contribuisce a far fiorire il giardino dell’esistenza, anche quando la potenza del sole asciuga i sentieri d’estate: miracolo della Parola soffocata all’alba dal chiacchericcio del mondo, eppure riletta, sussurrando, sul far della sera con dedizione.
Le memorie di una cultura, delle sue immagini, delle sue parole, con i loro sensi e significati costituiscono i mattoni di una civiltà e delle coscienze individuali di coloro che vi appartengono.

Pesci e uccelli

“I pesci appaiono però anche in Ripley (Opera, p. 10), e nel ruolo “messianico”: insieme con gli uccelli essi portano la pietra, così come nel Papiro di Ossirinco (Vedi Grenfell e Hunt, p. 16).”

(C.G.Jung (1951), Opere 9**,
Aion: ricerche sul simbolismo del Sé,
nel capitolo dedicato
al significato simbolico del pesce).

Pubblicato da Marina Greco

Pianista, laureata in psicologia dell’educazione, esperta di psicologia analitica e tecniche di apprendimento, si occupa di progettazione didattica per la promozione dell’educazione interculturale, e di gestione online di risorse, strumenti, metodi e tecnologie per la condivisione delle conoscenze. È docente di Pratica e Lettura Pianistica al Conservatorio di Musica “Ottorino Respighi” di Latina e collabora con i Missionari Saveriani alle iniziative del Centro Documentazione Saveriani Roma.

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