“Io sto a casa.” Resto in casa. La “mia” casa.
Ma cos’è questo luogo per alcuni diventato prigione, confino, domicilio coatto, dove ci si sente costretti, impediti, bloccati, come murati vivi, mentre per altri è divenuto terra di nuove scoperte?
“Ce la possiamo fare”
“Non rivedremo più il mondo che abbiamo lasciato” ha sostituito “Andrà tutto bene”.
Per prendere le distanze dalla retorica del “mondo di ieri”, slogan per slogan, preferisco “Ce la possiamo fare”.
Tutto come prima?
Una volta superata questa tragedia, tutto ricomincerà da capo? Come prima?Negli ultimi trenta anni, ogni crisi ha alimentato un’irragionevole aspettativa: l’avvento di un ritorno alla ragione, alla consapevolezza, al cambio di rotta. Abbiamo creduto nell’inversione della dinamica socio-politica perché pensavamo che se ne fossero misurate le minacce.
Il crollo del mercato azionario del 1987 aveva contenuto l’impennata delle privatizzazioni; le crisi finanziarie del 1997 e del 2007-2008, avevano scosso la globalizzazione felice. Gli attacchi dell’11 settembre 2001 a loro volta provocarono riflessioni critiche sull’arroganza americana e suscitarono domande accorate del tipo: “Ma perché ci odiano?”
Gettare la maschera
“Come gli attori, accorti a non fare apparire l’imbarazzo sul volto, vestono la maschera, così io, sul punto di calcare la scena del mondo, dove sinora sono stato spettatore, avanzo mascherato.”
Cartesio, 1° gennaio 1619.
Continua a leggere “Gettare la maschera”Quale Pasqua?
Due parole in questi giorni bucano gli schermi, le conversazioni digitali e forse anche i brutti sogni che ostacolano le nostre notti: pandemia e confinamento.
Continua a leggere “Quale Pasqua?”